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Le polveri sottili possono compromettere la nostra salute in modo molto sensibile, per cui è importante comprendere se vivi in un luogo con una concentrazione critica – come per esempio il centro di una grande città. Infatti, l’aria che respiri nella tua abitazione può essere contaminata da un inquinamento esterno! In questo blog voglio spiegarti bene di cosa sono composte queste polveri per comprendere l’interazione che hanno con il nostro corpo. Se vuoi entrare in una tematica affascinante che tocca il nesso fra salute, certe sostanze chimiche e come vengono generate, troverai qui di seguito una panoramica che fa per te.

 

Perché le polveri sottili sono un tema di primaria importanza? Oggi nell’UE il numero di vittime a causa della cattiva qualità dell’aria è maggiore rispetto al numero di morti per incidenti stradali.

Ma cosa intendiamo con polveri sottili?

“Le particelle PM10 e PM2,5 hanno dimensioni talmente ridotte da penetrare nel sistema respiratorio umano”

Tutti conosciamo la polvere che si appoggia sui mobili di casa nostra. È ben visibile e ad alcuni fa semplicemente starnutire mentre ad altri crea problemi maggiori dal punto di vista allergico. Se guardassimo le polveri sottili sotto al microscopio, potremmo vedere anche particelle molto più piccole che vengono classificate secondo la loro grandezza, come ad esempio PM10 e PM2,5. Parliamo di particelle super piccole che possono penetrare i polmoni.

Con il termine PM ci si riferisce all’espressione inglese particulate matter che intende un insieme di particelle solide e liquide che si trovano sospese nell’aria che respiriamo. Tali particelle sono eterogenee per dimensione, origine, composizione e proprietà.

Date le ridotte dimensioni di un PM2,5, una volta inalate, penetrano in profondità nel sistema respiratorio umano e, superando la barriera tracheo-bronchiale, raggiungono la zona alveolare.

Durante la seconda metà del secolo scorso, nei periodi di smog, gli agenti inquinanti SO2, NOx e O3 erano in primo piano negli studi sull’inquinamento dell’aria, oggi particolare importanza spetta all’esposizione a polveri sottili. Basti pensare che oggi nell’UE il numero di vittime a causa della cattiva qualità dell’aria è maggiore rispetto al numero di morti per incidenti stradali.

Tali polveri, sono presenti in quantità ingenti nell’ambiente in cui viviamo, e la cattiva notizia è che non parliamo solo dell’ambiente esterno, ma anche nel nostro ambiente abitativo.

Da dove arrivano queste sostanze e di cosa sono fatte?

“Le polveri sottili antropogeniche si formano anche direttamente nelle nostre case, attraverso stufe ed impianti di riscaldamento”

Ci sono due origini principali: cause naturali, primarie e cause secondarie attribuite all’uomo.  Quelle primarie vengono liberate direttamente alla fonte, da fonti o fenomeni naturali come emissioni di vulcani, incendi estesi e di boschi, erosioni del suolo (polvere del deserto), piante (polline), microrganismi (batteri, funghi, virus).. Se le particelle si formano da precursori gassosi come ossidi di zolfo, ossidi di azoto o ammoniaca, allora vengono denominate polveri sottili secondarie e sono da attribuire all’attività umana.

Le cosiddette polveri sottili antropogeniche si formano innanzitutto dalle emissioni di automobili, navi, centrali elettriche e di teleriscaldamento, inceneritori di rifiuti, stufe e impianti di riscaldamento nelle case, dalla produzione di metallo e acciaio nonché nel settore dei minerali non metalliferi e nel trasbordo di materie prime sfuse.

Ecco: è questa tipologia di polveri sottili che ci preoccupano particolarmente, soprattutto se fai parte di quei milioni di italiani che vivono nelle grandi città.

Uno dei nemici che più entra dall’esterno si trova nelle macchine a Diesel!

“Per proteggere la nostra salute l’UE, a partire dal 1° gennaio 2005, ha stabilito dei valori limite da non superare per la frazione di polveri sottili PM10”

La fonte predominante di polveri sottili si trova negli agglomerati urbani. Qui le polveri  vengono liberate da motori a combustione (in prevalenza veicoli a diesel), usura di freni e pneumatici nonché dalle polveri della superficie stradale. Anche le centrali elettriche a carbone causano una considerevole esposizione a polveri sottili. Nell’agricoltura le emissioni di ammoniaca provenienti dagli allevamenti di animali contribuiscono alla formazione di polveri sottili secondarie.

Per proteggere la salute dell’uomo dal 1° gennaio 2005 sono in vigore in tutta Europa i valori limite per la frazione di polveri sottili PM10. Il valore medio giornaliero di 50 µg/m3 di aria non può essere superato più di 35 volte in un anno. Pm10 ancora oltre la norma in molte città italiane: al 10 dicembre 2017, il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte di queste localizzate nel bacino padano. Torino è la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri (103)

Effetti delle polveri sottili sulla salute

  • Peggioramento della funzionalità polmonare
  • Crescita ridotta dei polmoni nei bambini
  • Allergie
  • Asma
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • Carcinoma polmonare
  • Infezioni delle vie respiratorie alte e basse
  • Infarto cardiaco
  • Ictus
  • Diabete mellito
  • Otite media
  • Peso ridotto alla nascita
  • Parto prematuro

In base alla nuova stima dell’OMS ogni anno muoiono in tutto il mondo, in modo prematuro, circa 3,3 milioni di persone, prevalentemente nei Paesi in via di sviluppo, a causa dell’inquinamento indoor, ovvero l’aria presente nei luoghi in cui viviamo. Mentre invece circa 2,6 milioni di morti premature vengono causate ogni anno dall’inquinamento dell’aria esterna urbana.

Ma attenzione ad altre fonti indoor come i toner per stampanti e il fumo!

“per le polveri sottili non esiste una concentrazione limite sotto la quale non si verificano danni a differenza di altri inquinanti atmosferici”

I danni alla salute delle polveri sottili derivano tra l’altro dal fatto che le particelle penetrano nelle vie respiratorie in diversi punti a seconda delle loro dimensioni. Il PM10 si deposita in cavità nasale, trachea e bronchi. Il PM10-2,5 raggiunge in misura minore gli alveoli polmonari. Il PM2,5 va oltre gli alveoli raggiungendo la circolazione sanguigna. Dato che le particelle di polveri sottili accumulano sulla loro superficie metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici, secondo la classificazione dell’OMS appartengono ai cancerogeni di gruppo 1.

Contrariamente ad altri inquinanti atmosferici come Biossido di Azoto o Biossido di zolfo, per i quali sono note le concentrazioni che non causano danni misurabili alla salute, per le polveri sottili non esiste una concentrazione limite sotto la quale non si verificano danni. Perciò questi danni alla salute sono causati non solo dalle maggiori concentrazioni di PM10 su breve periodo ma anche dalle esposizioni ridotte su lungo periodo.

Con l’aumento della concentrazione di PM10 su breve periodo sono aumentati i ricoveri in ospedale a causa di malattie alle vie respiratorie. La mortalità complessiva della popolazione è aumentata dell’1%. L’esposizione prolungata al PM10 maggiore di 10 µg/m³ di aria è andata di pari passo con la riduzione media dell’aspettativa di vita di quasi 6 mesi. Per quanto riguarda il PM2,5 la riduzione dell’aspettativa di vita era pari a 8 mesi.

In altre parole, le statistiche ci indicano che la qualità dell’aria che respiriamo ha un nesso diretto con la nostra aspettativa di vita; paghiamo l’inquinamento con il bene più prezioso: il tempo a nostra disposizione in salute. In termini scientifici: il prezzo è la morte prematura.

Effetti dell’esposizione all’inquinamento

“L’esposizione a polveri sottili per un periodo di tempo prolungato, ha causato nei bambini con asma un peggioramento della funzionalità polmonare e nei lattanti un aumento della mortalità.”

In Germania l’esposizione di lunga durata al PM10 aumenta la mortalità in seguito a malattie cardiache-polmonari del 12,5 – 14% (età > 30 anni). Circa il 13 – 15% dei casi di decesso dovuto a carcinoma polmonare è da attribuire alle polveri sottili. Dalle stime risulta che ogni anno in Germania ci sono complessivamente circa 47 000 morti premature dovute all’esposizione a polveri sottili.

Da un attuale metanalisi dell’European Study of Cohorts for Air Pollution Effects (ESCAPE) di 17 studi di coorte provenienti da 9 Paesi europei è risultato che l’aumento di 10 µg/m³ di PM10 incrementa il rischio di carcinoma polmonare del 22%. Per il PM2,5 è stato calcolato per 5 µg/m³ un aumento del 18%.

L’effetto dell’inquinamento dell’aria di lunga durata sulla mortalità per cause naturali è stato esaminato nell’ambito del progetto ESCAPE in 22 coorti europee. Il rischio dovuto all’aumento di PM2,5 di 5 µg/m³ era pari al 7%. Il rischio rimaneva significativamente elevato anche se la concentrazione di PM2,5 era al di sotto di 25 µg/m³ o di 20 µg/m³.

Il rapporto tra l’inquinamento dell’aria e le degenze in ospedale a causa di insufficienza cardiaca o la morte è stato esaminato in studi pubblicati tra il 1948 e il 2012. Nella metanalisi si è potuto dimostrare che il ricovero e la mortalità a causa di insufficienza cardiaca acuta scompensata erano associati all’aumento di 10 µg/m³ di PM2,5 (2,12%) o di PM10 (1,63%). Gli autori hanno calcolato che diminuendo l’esposizione a polveri sottili di PM2,5 di 3,9 µg/m³ si possono evitare circa 8 mila ricoveri stazionari a causa di insufficienza cardiaca.

Nell’ambito dello studio ESCAPE è stato esaminato l’effetto dell’esposizione di lunga durata a PM2,5 e PM10 anche su malattie cardiache acute. L’aumento di 5 µg/m³ del valore medio annuo stimato di PM2,5 è stato associato con l’incremento del rischio di una malattia coronarica del 13% e un aumento di 10 µg/m³ di PM10 con un incremento del 12%. Relazioni positive sono state osservate anche al di sotto dei valori limite europei di PM2,5 e PM10 attualmente in vigore.

Si sa poco del meccanismo di azione delle polveri sottili sul sistema cardiocircolatorio. Si presume che l’immissione delle polveri sottili nella circolazione sanguigna provochi reazioni chimiche che causano l’accumulo di piastrine, vasocostrizioni, aritmie e aumento della pressione sanguigna.

Dagli studi è risultato anche un peso ridotto alla nascita dovuto all’esposizione a polveri sottili nei neonati. Durante la gravidanza le polveri sottili hanno avuto effetti peggiori rispetto alle polveri grossolane. Un aumento di PM2,5 di 5 µg/m³ ha incrementato del 18% la probabilità di avere un bambino con peso ridotto alla nascita. In Europa si potrebbe evitare una percentuale considerevole di bambini nati a termine con peso ridotto alla nascita se si riducesse l’inquinamento dell’aria. La riduzione dell’attuale valore medio annuo per le polveri sottili PM2,5 da 25 a 10 µg/m³ porterebbe a una diminuzione dei casi del 22%.

Provvedimenti dell’UE

Attraverso un nuovo pacchetto di provvedimenti, l’UE vuole migliorare in modo determinante la qualità dell’aria entro il 2030. Per questo, rispetto all’attuale situazione, si devono evitare approssimativamente altre 58 000 morti premature. L’ammontare delle spese sanitarie complessive, che attualmente ogni anno l’UE affronta a causa dell’inquinamento dell’aria, viene stimato da 330 a 940 miliardi €. Con i nuovi provvedimenti si prevede di risparmiare da 40 a 140 miliardi €.

Secondo la previsione dell’OCSE a livello mondiale la percentuale annua di morti premature in seguito all’esposizione a polveri sottili aumenterà più del doppio entro il 2050, in Cina e in India si arriverà alla maggioranza dei casi di decesso. Poiché le polveri sottili rispetto agli altri rischi ambientali mietono di gran lunga la massima percentuale di morti premature, bisogna agire con urgenza per evitare l’esposizione a polveri sottili a livello mondiale.

Ringrazio Prof. dott. med. Hans Schweisfurth, Presidente del Comitato consultivo scientifico DGUHT, per la preziosa ricerca e pubblicazione dei dati scientifici.

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